[adesso il freddo è reale: è passato alle ossa uscendo per forza dal cuore.]

se sapessi spiegarlo,giuro che te lo spiegherei.se solo riuscissi a dipanare le parole e i pensieri, stenderli su un tavolo e risistemarli.se potessi vomitare le emozioni.se non fossi così bloccata,in tutto e con tutti.non riesco a capire,a spiegare,a trovare un’origine.ricordi e lacrime gettati al vento, feriscono ogni mattina un pò di meno, o un pò di più.fotografie e lettere.telefonate di ore.e giuramenti di bambini bugiardi che davvero ci credevano.e tutte le stelle,e i sogni,la musica che si erano promessi.libri lasciati a metà.e la bici storta tra le ginocchia a reggerla,il vento freddo della mezzanotte di fine agosto,e abbracci a ritardare la chiusura del cancello che non si sarebbe aperto più.ultimi sguardi fugaci nel buio.
non è questo.non è neanche questo.
nervi asciugati, metallo in bocca.
(lo sai cosa vuol dire stare giorni interi a buttar via nel niente solo il niente, fai mille cose, ma sono sempre i tuoi pensieri che scelgono per te diversamente.)
è che sembra tutto sbagliato.
come faccio a spiegarlo?seduta sui gradini freddi con la musica nelle orecchie, scribacchiare con un quaderno appoggiato sulle ginocchia.occupare il tempo fumando sigarette.prepararsi un sorriso.sentirlo nascere sincero in tre passi.silenzi che non bisogna riempire.parole che rimangono mezze masticate in bocca, tra lacrime asciugate in fretta e sapore di sigaretta sulla lingua.squarcio di cielo tra le colonne,camicia spiegazzata e sorriso stanco.è un attimo, ma fa stare meglio.è un attimo,un gesto distratto.e neanche questo me lo so spiegare.
(e che oggi restasse oggi senza domani.o domani potesse attendere all’infinito.)
giorni lividi, colonna sonora fiammeggiante dei led zeppelin.violino e piano che si inseguono nelle note di Tartini.la chitarra e la voce bassa di gary moore.damien rice.vinicio capossela.wagner e mozart.guccini.gli acdc.
mani fredde strette in tasca.e dentro qualcosa che continua a scavare.sbalzi d’umore e abbracci risate, silenzi perfetti, cielo azzurro che entra dentro e fa un pò male.
(and then is heard no more.)
(riscoprire le cose che credevo perdute nella noia.e leggere poeti che nessuno al mondo poi leggerà mai.riempire di sospiri lunghe pause di pensieri.)
quando fa così freddo. quando non ho più parole da buttare. quando basta un niente. quando hai quel buco dentro, e aspetti le parole i sorrisi gli abbracci degli altri che te lo riempiano. funziona, per un pò.e quando invece sto bene, e non so dirlo. perchè non sono capace ad esprimerli, i sentimenti. sono la cazzona che fa ridere.e basta. e provare a dire come sto,è sempre più difficile.
(un’altra notte da bruciare sul suo gemito che muore, ma sarò io a ritornare, menti ancora per favore..)
 
 

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2 risposte a [adesso il freddo è reale: è passato alle ossa uscendo per forza dal cuore.]

  1. Lofh ha detto:

    …..è vero…..questi interventi seriosi vengono abbandonati a sè stessi, snobbati da impetuose masse di lettori ingrati…
    nn è giusto….x\’ queste cose che scrivi, le trovo meravigliose, fantastiche, scrivi in maniera eccezionale, e godi di tutta la mia ammirazione, perchè, anche se non conosco nello specifico le tue rispettabilissime elucubrazioni e derivati, riesci a commuovermi; riesco ad assaporare e calzare bene ogni singola parola che dipingi con una sensibilità che è così bella e rara…
    …allo stesso modo questi interventi nn saprei come commentarli….mi limito a leggerli e a emozionarmi ( eh va beh sn una rintronata bramosa di orgasmi letterari), quindi, sappi ke anche se rimangono qui ad ammuffire e ad impolverarsi, ogni tanto c\’è un piccolo acaro pedipalpato che bazzica allegro fra i tuoi sonetti a render loro omaggio.               >>>va beh claire, ora mi dissolvo nell\’iperspazio interstellare( uscita di scena maestoooosa e inaspettaaaata)>>un saluto>>>bye bye.>>>>>>>>>bzzzz bzzzzz

  2. clara ha detto:

    oh..
    grazie-

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