il leone e il vitello giaceranno insieme, ma il vitello dormirà ben poco.

Sin dagli albori del mio percorso educativo la matematica non è mai stata il mio punto forte. Inizialmente si scontrava con la mia logica: perché mai un certo signor Paolini, entrato non so come nella mia vita, un giorno si presentava a casa mia e pretendeva impunemente tre delle mie cinque mele? Erano forse debiti di gioco? E il Signor Paolini, era alto o basso? Aveva i baffi? Mai nessuno si sprecava a darmi delucidazioni. Lasciata sola tra i miei dubbi ho incominciato a nutrire dei sani sospetti nei confronti della materia, mentre generazioni di maestre si battevano per convincermi a calcolare quante zampe avessero in totale dodici coccodrilli. Alcune di loro sono cadute lanciando il cancellino in faccia al nemico, costituito dalla mia granitica indifferenza nei confronti dell’aritmetica.
Ancora adesso cado nel panico più profondo se penso alla tara, al peso netto e al peso lordo, la mia capacità di astrazione è assolutamente nulla e nel momento in cui ho capito che le lettere greche stavano prendendo il sopravvento sui numeri, è stata la fine. Una fine, devo ammettere, ingloriosa; non è con vanto che affermo di fare parte di quella schiera di persone che non sono in grado di fare somme a più di due cifre senza l’ausilio di una collaudata calcolatrice e che fuggono turbate se s’imbattono in un’equivalenza. Questo mio risentimento nei confronti di qualsiasi calcolo non è da sottovalutare, fino ad oggi la presenza di un vago accenno alla matematica in qualsiasi ambito avrebbe fatto calare sul mio cervello una saracinesca, una cortina di ferro impenetrabile, rendendomi sorda e cieca a qualsiasi stimolo esterno. Tipo gli opossum che di fronte al pericolo fingono di essere morti.
Eppure, mentre stamattina pedalavo con allegra andatura, è stata proprio la matematica ad attirare la mia attenzione, lasciandomi sgomenta e incredula di fronte ad una perversa equazione priva di ogni senso, che mi ha portato a rivalutare tutte le mele che dovevo al Signor Paolini, poveretto, e di colpo ho capito che nella mia vita nessuna conoscenza può essere secondaria. Perché l’ignoranza, quella bruta, potrebbe portare le persone a credere che, se la matematica non è un’opinione, allora l’equazione che torreggia sui nuovi manifesti della lega “- stranieri + giovani = prima il nord” è una cosa vera. E questa matematica a me fa molto più paura di quanto mi facessero le tabelline. che, vi assicuro, non è affatto poco.

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3 risposte a il leone e il vitello giaceranno insieme, ma il vitello dormirà ben poco.

  1. d1ress ha detto:

    cara Claspita, per calcolare le mele che devi al signor paolino la calcolatrice è uno strumento più che valido, per riconoscere la bufala insita in quell’equazione basta un pò di logica.
    p.s. ma non si stancano di sparare sempre le solite puttanate? qualcuno mi spiega dove trovano la costanza per perseverare nella coglionaggine.

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